Si fa presto a dire “uomini liberi” o “libertà”. Sai che cosa ho pensato ultimamente? Che non esistono questi cosiddetti “liberi”… o almeno è difficilissimo trovarli. Erroneamente si è cercato di fare una classificazione delle persone, dividendole grosso modo in due tipi. Da una parte ci sono quelli che aderiscono ad una qualche fede e dall’altra, i liberi. I credenti (clericali, bigotti, ecc) e i non-credenti. O quella più sbagliata che divide l’umanità in “religiosi” e “laici”. Certo, gli uomini liberi appartengono al secondo gruppo, sempre. Bene, a me questo non risulta molto. Difatti, (e quasi ricorrendo ad un vocabolario) se “bigotto” è colui che aderisce a un complesso di principi preconcetti in modo cieco, senza ammettere un minimo ripensamento critico, e se “clericale” è colui che si dà da fare all’interno di un gruppo di persone che difende con tutti i mezzi lo status (ed eventualmente i privilegi) dei bigotti di cui sopra, mi risulta che i “bigotti-clericali” stanno da tutte e due le parti. Senza eccezione. Siamo tutti schiavi, potenziali bigotti. Tante volte siamo (me compreso) dei devoti a piccoli dèi, ci costruiamo degli idoletti ai quali consacriamo le nostre vite.
Funziona più o meno così. Prendiamo uno a caso, un ragazzetto che a fine liceo è convinto che deve cambiare il mondo o costruirne uno nuovo; uno molto sinistroide. Lui odia la Chiesa perché è una vera multinazionale, vede complotti della Cia e degli americani dietro ogni minima azione, crede che odiare i ricchi equivalga inequivocabilmente ad amare i poveri, ecc. Bene, lui è un fideista, un religioso in fondo. Perché? Lui accende le candeline ai suoi piccoli dèi (le utopie) celebrando solennemente nella sua chiesetta secolare (il centro sociale, per esempio) tutti i riti dovuti, al tempo dovuto. Lui è pieno di dogmi e ha comandamenti tipo Non comprerai mai una Coca-Cola (Nike, McDonald’s, ecc), non ascolterai mai musica commerciale, non ti avvicinerai mai a qualsiasi cosa che sospetti sia “dei fasci”, odierai gli americani (vero Maligno), odierai le guardie, ecc… Lui cercherà di essere fedele a questi comandamenti, caso contrario si sentirà un traditore. Lui offre tutto se stesso, sperando che questo gli riempia la vita. Peccato che con queste aspettative (quante delusioni avrà) lui finirà per odiare tutto, tutto gli farà sempre schifo. Perché lui vuole che il mondo cambi, e non succede mai… Anzi, pretende che tutti cambino, caso contrario come può realizzarsi quello che il suo piccolo dio promette? E invece niente, la gente è stupida, non cambia. Progredire, per lui, è sbarazzarsi al più presto della realtà data, in nome dell’utopia. “Tutto ciò che esiste – scriveva il giovane Marx – merita di essere distrutto”, perché nulla soddisfa e nulla è degno di essere come è.
Molte di queste religioni laiche sono proprio discendenti di Marx. Ma il marxismo, maestra fra le vie verso la redenzione storica, atea e materialistica, è fallito, smentito da quella storia stessa che pretendeva di conoscere per certo nella sua razionalità. E restano ora soltanto i sentieri minori – un ateismo meno superbo, un materialismo più soft, ecc. Sentieri che esigono da chi li percorra silenzio, ubbidienza e conformismo, poiché debbono occultare la loro incapacità di condurre in alcun dove.
Il nostro caro amico ci crede ancora nel paradiso in terra, anche se Robespierre e Lenin ce lo avevano promesso tanto tempo fa, e non sono stati in grado di darcelo. Invece c’è da dire che il deserto umano prodotto dalle crudeli ideologie moderne (e anche quelle del 68’), hanno lasciato sulla scena solo relitti (vedi l’Asia e quello che si fa in Cina) e spompati cinquantenni che rosicano dai giornali (vedi l’Italia!).
Prendiamo un’altro tipo di persona. Uno che si fa i cazzi suoi. Questo pensa che la sua vita verrà dal dio denaro. Obiettivo della sua vita: fare soldi. Lui è membro di un consiglio di amministrazione di una grande azienda o è un piccolo disoccupato della periferia di Quito. Non fa differenza. Che devo fare per avere soldi? recita nelle sue preghiere al suo dio, e questo gli dice: trovami, senza di me non sei nessuno. E questo povero devoto si passa la vita rincorrendo questo dio, prostrandosi a qualsiasi sua voglia, basta averlo. E così suddito, che lavora 500 ore a settimana o ruba, distrugge la sua famiglia, distrugge la sua salute, tradisce gli amici. Mentre più soldi ha, più ansie gli vengono, vede in tutti potenziali ladri, mette allarme alla casa, alla macchina, assicurazioni di qua e la, telecamere… non si fida di nessuno, tutti lo vogliono fregare. Inizia a pensare persino a coprirsi le spalle dai familiari, volessero l’eredità… Se invece è quell’altro tipo, quello di Quito, sentendo di capire come gira il mondo ($) decide di consacrarsi al suo idoletto abbracciando la delinquenza, la mafia, la malavita, se necessario. Il denaro attira tanto, non perché valga di per sé qualcosa, ma perché lui consegna potere. Il denaro è un mezzo che ti apre mondi, possibilità. Più ne hai, più capacità di scegliere hai. Scegli tra la vacanza lontana, lo yacht, la Ferrari, un paio di tette come si deve, la villa sul lago, l’opportunità di avere sudditi o addirittura scegli di essere “buono” facendo un sacco di beneficenza (tanto i soldi ce li hai), ecc… Il denaro (mentre c’è) ti fa sentire dio. Quando finisce però, sei uno qualunque… ossia nessuno.
Ecco, abbiamo visto come alcuni pensano che i problemi del mondo siano dovuti al sistema (è tutto colpa del sistema!, gridano), e quindi si vuole rincorrere una ideologia per smussare questa realtà troppo spigolosa e difficile. Altri si fanno meno problemi e pensano bene di soddisfare solo se stessi. Il prezzo: voti perpetui al circuito denaro-potere.
Ci sono poi i devoti della Scienza, i chierici dello scientismo, i fedeli custodi della dea Ragione e del totem del Progresso. Un clero forte, (quasi) compatto, che con i loro atteggiamenti rinnegano persino quello che dovrebbe essere il loro fondamento (lo spirito critico) e finiscono anch’essi per creare soltanto una nuova serie di dogmi. Dogmi moderni, se vuoi.
Ci sono anche persone che hanno dèi minori, mica tutti pretendono tanto dalla vita. C’è chi ha per dio suo fidanzato, o sua madre, o quel grande e carissimo amico, tanto per farne degli esempi. E funziona sempre allo stesso modo; gli si attribuisce le caratteristiche di un dio e si chiede l’Eterno a un mortale. Si fa di tutto per tenerseli cari, si sta bene con loro. Però dato che non sono dèi e sono soltanto come me e come te, prima o poi deludono. Il fidanzato non soddisfa più, la madre invecchia, l’amica sparisce e ti abbandona…
Tutti dèi usa e getta, intercambiabili a tempi alterni… ma deludono.. neanche il dio-Io sembra funzionare… a questo punto meglio non credere a niente… è meglio il nulla? Se è così, arriva il dio nichilismo ed esultante proclama: avanti, prego!, c’è posto per tutti…
Chi ha pensato di far coincidere per forza la libertà dell’uomo con l’annullamento di Dio (quello con maiuscola), ha soltanto sbagliato. La perdita o riduzione della fede in un Dio non porta a un vuoto di credenza, ma
a credere a qualcosa d’altro. Ai livelli minori di istruzione questo qualcosa d’altro è l’astrologia, lo stregone, il guaritore, in generale la fortuna.
Gli uomini schiavi ci sono come vedi, da tutte le parti. I piccoli dèi insidiano tutti (a cominciare da me), cristiano, ateo o musulmano che sia.
Le religioni sono un tentativo (imperfetto) dell’uomo di innalzarsi al Cielo, (tentativo con molti errori ed aberrazioni). Nel cristianesimo, se guardiamo alla storia, si parla invece di un movimento inverso, dall’alto verso il basso, è Dio stesso che scende sulla terra e spazza via gli dèi. Mi viene in mente lo sferzante Moni Ovadia, che parla di quella misteriosa comparsa, cioè “la scoperta che il monoteismo è la possibilità di essere tutti eguali e liberi di fronte a un unico Dio, e che combattere gli idoli vuol dire scegliere di mettersi in cammino. Un cammino di liberazione, contro tutti i fondamentalismi del mondo”.
Perché azzardo a dire che il Dio dei cristiani sbarazza tutti i piccoli dèi? Guardiamo un po’ quell’epoca. C’erano in giro degli dèi locali, che dovevano fare gli affari dei loro devoti; il Dio cristiano si presenta come Universale, non si schifa della razza o del gruppo al quale appartieni, lui è accessibile a tutti. Primo Dio sulla faccia della terra che introduca il concetto di uguaglianza fra tutti gli uomini (come diceva Ovadia).
Primo Dio che dà tantissimo valore alla vita umana, anzi, la vita diventa sacra. Infatti è l’unico Dio che è capace di farsi uccidere anche per il più piccolo dei suoi figli… ogni uomo vale quanto Lui. Con l’introduzione del cristianesimo finiscono poco a poco i sacrifici umani rituali, gli dèi assettati di sangue non hanno più senso… non c’è bisogno di “capri espiatori” da immolare per cercare di fermare il circolo di violenza al quale l’uomo si sente legato. C’è stato un Sommo Capro espiatorio che ha azzerato tutti i conti…
A proposito di figli, come dicevo prima. Nel cristianesimo (insieme all’ebraismo) Dio riconosce la sua paternità, si “prende le sue responsabilità” e si fa chiamare Padre. Ecco perché diventa possibile chiamarsi fratelli, avendo lo stesso Padre… Prima di allora non c’era mai stato un rapporto filiale Dio-uomo del genere in nessun altro sistema religioso.
Tutte le religioni e le superstizioni si fondavano sulla sacralizzazione della Natura (la forma del cosmo). Dèi che abitano sull’Olimpo, su una montagna x, in un albero, nel sole, in una mucca, ecc. Il Dio con maiuscola dice di essere Onnipresente e anzi, più grande della natura stessa. Allora gli rivela lentamente che il Sole e la Luna non sono sacre e che quindi le leggi del Cosmo sono conoscibili e sottoposte al dominio dell’uomo, spalancando a quest’ultimo la ricerca razionale per capire le leggi dell’universo.
Racconta anche questo Dio, di essere terribilmente geloso. Tanto, da non poter sopportare nessuno che pretenda sostituirlo, che si senta padrone delle cose e degli uomini aspirando la divinizzazione. Dice di essere l’Unico, e che così basta e avanza. Infatti chi nella storia si è sentito “divino” o “dio” a suo modo, volendo prendere il Suo posto, ha fatto soltanto delle cagate (e poteva essere un re, un faraone, un dittatore, un Papa, uno scienziato moderno, chiunque). Tutte cagate documentate. Nessun assetto politico può pretendere la perfezione e l’intoccabilità, non è divino. Insomma, un Dio molto diverso da quelli che si conoscevano, infatti per gli antichi romani, i cristiani erano atei.
Per dire tutto quello che ho detto fino adesso non bisogna avere una certa “fede”, basterebbe essere uno storico onesto, senza pregiudizi ideologici. Il cristianesimo ha introdotto tutte queste cose nella storia umana, e anche se non le si accetta come verità, è innegabile che sul piano del pensiero e della cultura non esistevano prima. Adesso invece ti parlerò in prima persona, come credente.
Io accolgo questo Dio che mi offre una vita diversa, che mi parla di liberazione e dice che spazzerà tutti quei piccoli dèi bugiardi che mi circondano… credo in fondo che l’ateismo è una forzatura. Non c’è alternativa tra fede e ateismo, ma tra fede e idolatria, perché ogni uomo, per il semplice fatto che vive, afferma ogni istante un qualche assoluto. Idolatria (la stessa radice di ideologia) è un dio costruito con le proprie mani, un dio che non mantiene mai le promesse, un dio con minuscola. Un dio insomma che non è capace di rispondere al desiderio infinito e indefinito del quale ogni uomo è fatto. Se gratti l’uomo contemporaneo, moderno, post-moderno o quello che ti pare trovi sotto la corteccia sempre e comunque un uomo religioso. Devoto a dèi sempre nuovi e diversi, qualcuno sempre c’è.
Succede invece che il cristianesimo è un fatto. E’ l’avvenimento di Dio che si è fatto uomo o almeno di un uomo che si è detto Dio. Un fatto. Il cristianesimo è un uomo che si è detto Dio… e parte tutto da lì, non da una teoria, da una morale o da un insegnamento. Allora il nazareno fu un uomo affascinante, umanamente straordinario che ha avanzato una pretesa inaudita. E che ha sconvolto la Storia. Poi c’è l’avventura di chi vuol verificare se è vera quella pretesa, una sfida che si può vivere attraverso un’esperienza.
Non è interessante che su di Lui si siano scritti più di sessanta mila volumi? E non è ancora più interessante che (anche a mia sorpresa) la maggior parte di questi studi su di Lui siano stati scritti da non-credenti? Il cristianesimo è stato vagliato dal XVII secolo dagli illuministi, dai liberali, poi dai marxisti, tutti quanti. Hanno pesato, misurato e sviscerato ogni cosa si riferisse a Lui. E anche chi cerca di affermare che si tratta di un mito o soltanto di un grande uomo, finisce per accettare che resta un mistero, un mistero che sfugge dagli schemi. Nessuna altra religione è stata così messa “alla prova”. E tutta la fatica di questi studi dimostrano forse che i ricercatori pensano che “in fondo in fondo” (dopo 60.000 volumi!) “c’è qualcosa di inafferrabile che non si riesce a spiegare”. Forse ci vuole meno fatica e meno studi per riuscire a dimostrare l’inesistenza di un dio con la testa d’elefante e otto braccia, che ne dici?
Per questo mi auguro che la Chiesa non privi mai il mondo dell’annuncio cristiano (messaggio che custodisce ma che la supera) per degenerare in club umanistico, solidaristico o di “valori”. Commentava anche l’agnostico Leonardo Sciascia: “senza annuncio chiaro e centrale della Trascendenza, della Resurrezione” diceva “la Chiesa diventa un club umanitario, un sindacato, un circolo di specialisti in etica, ma non un messaggio che appaghi i bisogni profondi del cuore umano”.
Voglio credere anche in quella follia del “ama il tuo nemico”, sperimentando che è possibile, e sopratutto, che mi serve. Che è possibile anche per me partecipare di questo Amore eterno che davvero non ha confini, che ama sempre e comunque. E che è il segreto di Dio. Entrare nel profondo del mistero dell’incarnazione significa entrare in intimità con quel Dio che ha scelto la croce, la regalità capovolta, con quel trono fatto di un legno incrociato. Così che anch’io viva le mie croci come un mistero la cui fine non è la morte, il buio o il nulla…
Molti dei cristiani nella storia e che attualmente sono in giro, hanno fatto vedere al mondo un’immagine distorta del cristianesimo (chissà quante volte anch’io lo faccio). O forse semplicemente non erano affatto cristiani. Non so come faccia Dio a sopportarlo, ma credo che lo fa dato che sopporta anche le cazzate che faccio io. Per questo il cristiano è colui che cammina, non può esserci uno che si senta “arrivato” o “a posto”. La sua vita è un viaggio. Ed è anche un meraviglioso combattimento quotidiano, scommettendo di essere di volta in volta appesi alla fragilità della Sua grazia. Perché la fede è delicata e fragile, non è mica una roccia ottusa che ti comprime il cervello impedendoti di fare chissà quante cose.
Finisco con una frase che una volta dicesti tu quando parlammo dell’argomento. “Nessuno uguale a me, come te o come un’altro, può spiegarmi il senso delle cose e della vita. Infatti non me lo chiedo, non lo so e non lo posso sapere. Dovrebbe venire un’altro a dirmelo”. Infatti, anch’io penso lo stesso. Deve venire un’Altro.